Negli ultimi anni molte associazioni — sportive, culturali, socio-sanitarie — hanno visto crescere in modo significativo attività, servizi e responsabilità. Alcune gestiscono centri sportivi, altre scuole di musica, altre ancora servizi educativi o socio-assistenziali per conto dei Comuni. Alcune superano 500.000 euro di entrate annue, altre arrivano a oltre 1 milione.
Eppure, in molti casi, la struttura interna è rimasta quella di un gruppo di volontari.
Oggi questo non è più sostenibile. E soprattutto responsabilizza un gruppo di persone che in alcuni casi rischiano il proprio patrimonio, forse senza saperlo del tutto.
📌 Il riferimento normativo: Art. 2086, comma 2, Codice Civile
Il Codice Civile è chiarissimo. L’articolo 2086, comma 2, stabilisce che:
“L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale.”
Le associazioni che gestiscono servizi, dipendenti, appalti, convenzioni, contributi pubblici e attività continuative rientrano pienamente nella categoria degli enti che operano “in forma collettiva”.
Questo significa una cosa molto semplice: anche le associazioni devono dotarsi di adeguati assetti.
🎯 Perché è un tema urgente per le associazioni toscane
1. Gestione di servizi complessi
Molte associazioni gestiscono:
- palestre, piscine, corsi sportivi
- scuole di musica e attività culturali
- servizi educativi, doposcuola, centri giovani
- trasporti sociali e assistenza domiciliare
- musei, biblioteche, centri civici
Sono attività che richiedono organizzazione, procedure, responsabilità chiare.
2. Consigli direttivi volontari con responsabilità da imprenditori
Il presidente firma contratti, assume personale, gestisce budget importanti. Il direttivo prende decisioni strategiche. Il tesoriere gestisce flussi finanziari complessi.
Tutto questo comporta responsabilità personali, anche civili e penali.
3. Crescita senza struttura
Molte associazioni sono cresciute rapidamente, spinte dalla domanda del territorio. Ma la struttura interna non è cresciuta allo stesso ritmo.
Il risultato? Rischi elevati, inefficienze, vulnerabilità organizzativa.
4. Dipendenti e volontari insieme: serve chiarezza
Quando convivono:
- personale retribuito
- volontari
- collaboratori
- fornitori
- enti pubblici
serve un sistema organizzativo che definisca ruoli, responsabilità, processi e controlli.
📌 Cosa significa, in concreto, “adeguati assetti” per un’associazione
- Organigramma chiaro
- Deleghe formalizzate
- Procedure operative
- Controllo di gestione
- Budget e report periodici
- Gestione documentale
- Monitoraggio dei rischi
- Processi decisionali tracciati
- Continuità operativa indipendente dalle persone
Non è burocrazia: è ciò che permette all’associazione di funzionare come un’organizzazione solida, non come un gruppo di volontari improvvisati.
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